Sono in una situazione imbarazzante, (angosciante?). Si, sono stato come diverse donne questa estate. Ho conosciuto una ragazza per la quale avevo espresso curiosità, interesse. Questo interesse si è trasformato apparentemente in ansia dovuto a un sentore. L'aspettativa.
Ho imparato che per me a determinare un rapporto è un ago importante della bilancia, il sesso. Stanotte quello che però ho fatto con lei era altro che sesso. Non ho sentito il peso dei pensieri, del corpo, dell'eccitazione, della voglia di venire e venirci addosso come uragani in collisione... no, ho sentito la pesantezza invece del corpo come chilogrammi, sentivo il mio pene entrare in qualcosa e descrivevo la scena come un medico, basta. Alla sua richiesta di venire, non sono riuscito. Ho avuto persino paura di parlargli...io parlo molto nel sesso e diverse di voi (lettrici) lo sanno. Ho preso coraggio e ho cominciato con il dirgli se gli piacesse il cazzo in culo e mi ha risposto...(anche in questo momento non mi sento sciolto nello scrivere dato che non so se mi legge, presumo di no, che abbia dimenticato di quando gli ho detto che scrivevo su un blog)...ho cercato le sue parole, ho provato a spiccare il volo e in qualche frammento ho avuto il cazzo più duro proprio dovuto alle sue risposte. Me lo sono fatto succhiare perchè succhiarlo facilita l'erezione. Ripeto, non mi sento sciolto nello scrivere. Temo di offendere la sua aspettativa, temo di ferirla. L'ho capito da piccole cose...tipo come quando parlando di mie amiche lei sorrideva come ad alludere ad un certo "fastidio"...-ehi, ma quante amiche hai?- è stata una sua domanda...la cosa mi ha fatto pensare alquanto. Mi sento murato. Si ho amiche, diverse amiche. Amiche con le quali c'è stato qualcosa, amiche con le quali c'è stata attrazione ma niente, amiche con le quali non c'è stato niente, non c'è nulla. Chi sceglie di condividere la mia vita dovrà sapere che fintanto che il mio corpo e la mia mente lo desidereranno si uniranno ad altri corpi ad altre menti. Vorrei forse una persona libera di lasciarmi correre e che mi veda correre sorridendomi, come un cane sguinzagliato in un prato verde, grande, consapevole di avere sempre il padrone che l'attende al quale riconoscere l'amore delle pantofole sotto il divano, della guardia, della compagnia, della fedeltà. Libero, libero di correre con la lingua penzoloni. Belli i cani che corrono con la lingua penzoloni.
Vorrei una compagna complice, desiderosa di fare le mie stesse esperienze. Io sento che voglio bruciare ancora qualche tappa specie nel sesso. Voglio approfondire qualche aspetto a me ancora ignoto e avere una compagna complice desiderosa di misurarsi e sperimentarsi, mi aprirebbe il cuore. Ho già vissuto il rapporto di coppia di primo ordine e ho capito che rifuggo dalle solite idee...dal seguire le tappe di una vita che sto cercando di plasmare, forgiare a mia volontà specie nel lavoro e con mille difficoltà. Per questo ieri gli ho detto che mi sarebbe piaciuto fumarmi una canna con lei, come se fosse l'aperitivo di una vita da contadino, come se fosse il rituale per gente d'elite (d'elite?). E io cerco la compagna d'elite. La compagna per pochi perchè io sono per pochi e sono con più. Dovrò trovare il coraggio di dirle queste cose e credo che leggendo il mio blog, se avrò il coraggio di ricordarglielo (dipenderà dalle sue risposte), potrà trovare pace o male a seconda della comprensione.
I suoi occhi stanotte su un letto bianco mi hanno parlato del suo stato interogativo. Anche lei sapeva che ero teso, non naturale.
Dovrò essere fortunato a trovare la via d'uscita perchè siamo entrati insieme in un labirinto di giardino. Entri affascinato dal verde, dai fiori, ma non sai che dopo pochi angoli sei già nel casino.
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giovedì 3 settembre 2009
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